L’artista realizza due figure operose che emergono dalla scena rurale.
Si tratta della “Ranatera”, cioè la pescatrice di rane, legata al territorio attraverso la fauna delle risaie e degli stagni, e il Barlitè”, cioè il portatore d’acqua nei campi attraverso il “barilotto” onde portare l’abbeveraggio ai lavoratori e alle mondine nei campi.
L’opera valorizza questi ruoli apparentemente marginali ma essenziali che orbitano attorno
all’universo della risaia.
Il termine “borda” evoca quasi una creatura leggendaria che appartiene alle tradizioni della Pianura Padana ed è nota per abitare in zone acquitrinose; un legame profondo con l’acqua e la terra, una complessa mitologia rurale che diventa parte del racconto collettivo.
L’opera restituisce quindi parte di una cerchia di mestieri antichi, di chi ha sempre reso possibile il lavoro nei campi.
Dem raffigura la Pescatrice di rane con una benda, essenzialmente per due motivi. Il primo è dettato dal fatto che il movimento del polso per poter pescare le rane è dettato da un tempo ben preciso, né troppo veloce, né troppo lento, altrimenti la rana non abbocca. La benda rappresenta quindi il fatto che l’esperto pescatore di rane ha ormai ottimizzato il movimento del polso quasi in automatico, tanto da poter essere in grado di pescare anche ad occhi chiusi. Il secondo perché provenendo dal lodigiano, zona della Pianura Padana simile al basso vercellese, ha trovato nella nebbia l’elemento affine tra le due zone. Conseguentemente la scarsa visibilità causata dalla nebbia è rappresentata per l’appunto dalla benda.
L'opera è stata realizzata con pitture al quarzo per esterni, con l’utilizzo di rullo, pennellesse e il sussidio di un trabattello.
Artista: DEM - Codogno (LO)
Anno di realizzazione: 2025