Bando pitture murali 2020

14/09/2020

Bando pitture murali 2020
Ed ecco comparire un tocco di colore! Proprio lì, in quel luogo, dove non te lo saresti mai aspettato.
Nel nostro piccolo borgo tra il 7 e il 14 settembre sono stati realizzati i primi tre di cinque murales che si sono aggiudicati il bando promosso dal Comune di Rive a inizio anno.
Precisiamo subito una cosa: sia per chi vi scrive, sia per l’organizzazione, sia per chi li guarda, parlare di murales è riduttivo. Si tratta di vere e proprie opere d’arte di strada. E per noi Italiani, che per secoli abbiamo tramandato agli altri popoli l’arte figurativa, non dovrebbe essere una novità. Invece, stupisce che se ne parli e lo si faccia in un piccolissimo paese di una zona dell’Italia troppo sottovalutata, nemmeno più famosa per il suo oro: il riso.
Qui si lavora, si bada al sodo e parlare di turismo e di arte a volte risulta quasi strano, non perché non ci sia nulla che meriti di essere visitato, ma perché un occhio che si abitua a vedere una cosa, spesso ne sottovaluta il vero valore. Capita così che, anche i più volenterosi, spesso cadano in balia dell’inesorabile desertificazione che sta colpendo i piccoli borghi, dove si è convinti che non ci sia nulla. Ma non è così!
Attraverso il bando comunale l’Amministrazione si è prefissa l’obiettivo di intraprendere un processo di rivalutazione e rilancio del paese coniugando arte, storia locale e riso. Per questo, benché si trattasse della prima edizione del concorso, si è deciso di mettere alla prova gli artisti proponendo un bando a tema: il riso e i paesaggi risicoli della bassa vercellese, con la sua flora e la sua fauna. Scontato? Forse. Facile? No, soprattutto per chi non conosce le nostre meravigliose zone.
Eppure i partecipanti, provenienti dal nord Italia, ce l’hanno fatta, interpretando il tema nei modi più originali e diversi, meravigliando i componenti della commissione giudicatrice. Si tratta di cinque artisti di fama nazionale che hanno deciso di mettersi in gioco in una realtà sconosciuta, ma di cui, in qualche modo, hanno colto il potenziale, confermato una volta giunti sul posto.
Rane, mondine, aironi, pettirossi, la bellezza e lo stupore del vivere l’infanzia nella nostra amata campagna e il radicale attaccamento alla nostra terra sono stati interpretati così bene da lasciare a bocca aperta chiunque vi si trovi difronte.

Forse è proprio quello che mancava: un tocco di colore, proprio lì, in quel luogo, dove non te lo saresti mai aspettato, ma che ci voleva, per dare un segnale, per far riaffiorare i ricordi, per far apprezzare ciò che abbiamo davanti agli occhi, attraverso quelli di chi della bellezza ne fa un’arte.